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ARE YOU A BLUESMAN?

 

Siamo a Glasgow, una città della Scozia come tante altre. Il 6 gennaio del 1953 nasce colui che diventerà un personaggio singolare del panorama musicale dei primi anni ’70: si chiama Malcolm Young, ed è il quinto figlio della stirpe Young, la stessa dell’indemoniato Angus. La ragione della sua fama immortale è principalmente dovuta alla fondazione della storica band degli AC/DC, il gruppo che probabilmente rappresenta meglio di ogni altro lo spirito di un’epoca irripetibile della storia del rock e della musica in generale.

Pochi anni e ritroviamo il giovane Malcolm dall’altra parte del mondo: a Sydney in Australia, terra di canguri serpenti velenosi edi pericoli, nonché di tutto ciò che ti può uccidere. Il giovane Young è un animale solitario, sconosciuto ai più e soprattutto in cerca del lavoro che si addica a ciò che sa fare meglio: suonare la chitarra elettrica. Prima di approdare al gruppo che lo consegnerà alla leggenda, suona a lungo in varie formazioni, le più importanti delle quali sono i Belzebub Blues e i Velvelt Underground.

Tuttavia, oggi lo ricordiamo soprattutto per aver dato vita alla band più trasgressiva e controversa del rock. Solo dal nome, gli AC/DC fanno storcere il naso dei perbenisti in quanto, oltre a riferirsi al tempo storico prima e dopo Cristo, alludono, nello slang australiano degli anni 70’, alla bisessualità. Oggi sono qui a parlare di Malcolm Young perché, aprendo il giornale, apprendo della sua morte: 18 novembre 2017, una data che rimarrà incisa nella storia insieme alla sua personalità.

Una qualità che infatti caratterizza Malcolm è la sua innata familiarità con la chitarra, tanto da far dire agli esperti del settore che la sua tecnica ritmica tragga le basi dal blues, meglio negli la radice da cui gli AC/DC traggono ispirazione. Dopo l’esplosione con l’album internazionale High Voltage, la vita di Malcolm cambia drasticamente perché deve imparare a convivere con critiche e riflettori continuamente puntati.

A questo punto la “famiglia Young” – tre sul palco nella band e due dietro le quinte, tanto da definire gli amici AC/DC una “cosa in famiglia” -  inizia ad essere conosciuta e ad entare nel cuore dei giovani, giovani dei primi anni ’70 che oggi stanno aspirando alla pensione. Nel 2000 gli AC/DC sono nell’Olimpo del rock e Malcolm si vede protagonista e ideatore di molti successi. Per chi non li conoscesse mi permetto qualche suggerimento di ascolto, tratto dagli album più emblematici: High Voltage, Let there be rock, If you want blood, Higway to hell, Back in black e Black ice.

Dopo esser sopravvissuto ad un cancro ai polmoni ed aver sofferto di demenza per diversi anni, Malcolm da oggi riposa in pace,  sepolto a Sydney.

E questo è tutto

Emiliano Turotti

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